Il caffè, un prezioso alleato contro il diabete di tipo 2

Bere regolarmente caffè ogni giorno aiuterebbe a ridurre il rischio di contrarre il diabete di tipo 2. A rivelarlo un documento di revisione che ha preso in esame 30 studi scientifici in materia.

Il caffè ridurre fino al 35% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
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Arrivano buone nuove dal mondo scientifico: pare infatti che il caffè è un prezioso alleato nella lotta al diabete di tipo 2. È la conclusione a cui è arrivato un nuovo documento di revisione finito su Nutrition Reviews: quella che è la seconda bevanda più assunta al mondo, ovviamente dopo l’acqua, sarebbe in grado di ridurre fino al 7% per ogni tazzina consumata la possibilità di sviluppare il diabete mellito non insulino-dipendente, definito così perché, contrariamente al diabete di tipo 1, l’iniezione di insulina esterna non è di vitale importanza.

Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete più diffusa ed insorge molto spesso nell’età matura a causa dell’incremento dei livelli di glucosio nel sangue. In seguito a questa patologia non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina oppure l’insulina prodotta non riesce ad agire in modo efficace.

La scoperta

Redatto sull’analisi di 30 studi scientifici che hanno interessato una popolazione pari a 1,2 milioni persone, il documento è riuscito ad appurare che il rischio di sviluppare il diabete mellito non insulino-dipendente calerebbe del 7% in caso di caffè con caffeina e del 6% in caso di caffè decaffeinato per ogni singola tazzina consumata durante la giornata. Considerando il consumo totale giornaliero della bevanda, che secondo gli esperti è tra le 3 e le 5 dosi al dì, è possibile stimare una riduzione del rischio di contrarre la patologia pari al 30-35%.

Studiati i meccanismi biochimici del caffè

Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno preso in esame i meccanismi biochimici che caratterizzano il caffè. È merito delle sue proprietà antiossidanti se l’assunzione regolare contribuisce a ridurre lo stress ossidativo, connesso alle disfunzioni cardiovascolari, metaboliche e renali, ma anche alla comparsa del diabete di tipo 2.

Il documento di revisione ha messo in risalto ricerche in cui è stato appurato che il consumo regolare di caffè contribuisca a diminuire i livelli dei marcatori pro-infiammatori, quindi l’infiammazione cronica di basso grado.

Il caffè, una bevanda benefica

Sono passati due anni da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità decise di rivedere la sua posizione riguardo il caffè, rimuovendolo dalla lista dei possibili cancerogeni per l’uomo. Secondo la più importante istituzione sanitaria al mondo, molte ricerche scientifiche dimostrano ormai che bere 3-5 tazzine al giorno di questa bevanda riduce il rischio di contrarre patologie come il tumore al fegato. È stato scoperto anche che il caffè è in grado di ridurre fino al 27% la possibilità di sviluppare l’Alzheimer.

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