Le fake news che circolano di più sull’attività fisica

Il portale dell’Istituto Superiore di Sanità apre una sezione interamente dedicata alle fake news riguardo l’attività fisica che è possibile leggere sul web.

Quali sono i falsi miti da sfatare riguardo il mondo dell'attività fisica?
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Qualche tempo fa vi parlammo di ISSalute, il portale creato dall’Istituto Superiore di Sanità contro le fake news e le false credenze che si trovano sul web. Ora questo portale si arricchisce con una nuovissima sezione dedicata interamente alle news che riguardano il mondo dell’attività fisica. Quali saranno le bufale individuate dall’ISS riguardo questo tema? Scopriamone insieme alcune.

Gli strafalcioni su gravidanza e artrosi

Una delle tesi prive di ogni fondamento scientifico più diffuse in rete è quella secondo cui l’attività fisica sarebbe rischiosa in caso di gravidanza. Una vera e propria assurdità, dato che l’attività aerobica svolta a media-bassa intensità previene il rischio di vene varicose, del gonfiore di mani e piedi, il mal di schiena e il diabete gestazionale (una patologia legata unicamente alla gravidanza).

Coloro che sono alle prese con l’artrosi, pensano invece di utilizzare il meno possibile le articolazioni interessata. Un errore non da poco, visto e considerato il fatto che la ginnastica dolce, quindi il pilates o lo yoga, può migliorare l’andamento della patologia e la mobilità articolare.

Le bufale sull’esercizio fisico

Capita frequentemente che uno dei metodi utilizzati per valutare o meno l’efficacia dell’esercizio fisico sia il dolore. Non c’è niente di più sbagliato: come sostiene l’Istituto Superiore di Sanità, “il dolore è un segnale d’allarme e non di efficacia”. È il segnale attraverso il quale il nostro corpo vuole comunicarci che sta lavorando male oppure è sottoposto ad uno sforzo troppo intenso.

Un altro falso mito che bisogna sfatare una volta per tutte è che la causa del dolore dopo l’allenamento viene additata all’acido lattico. Si tratta invece di microlesioni delle fibre muscolari, che possono danneggiarsi durante un esercizio fisico intenso e ai processi infiammatori riparativi che ne conseguono”.

Senza parlare delle persone che pensano che coprendo il corpo con materiale plastico o frequentando le saune riescono a dimagrire attraverso il sudore. Con il sudore non si perde il grasso, ma i liquidi e i sali minerali. Oppure di quelli che allenano gli addominali convinti di rimuovere una volta per tutte l’adipe addominale: quel grasso dipende da “fattori genetici, ormonali, scorretta alimentazione e sedentarietà. Quindi bisogna introdurre nell’allenamento attività come la corsa o il nuoto.

L’importanza dello sport ad ogni età

Stando a quanto sostiene l’ISS, uno dei motivi per cui l’Italia occupa i primi posti in Europa per sovrappeso infantile è il falso mito che i bambini svolgono l’attività fisica giocando. Non la pensa così l’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo la quale i bambini dovrebbero praticare lo sport minimo tre volte a settimana. Anche molti anziani vedono nell’attività fisica una fonte di pericolo, quando invece può aiutare a il fisico, conservando il peso-forma, e la mente, perché favorisce la socializzazione.

Il 40% degli italiani non riesce a dedicare neanche un minuto del loro tempo all’attività fisica, mentre il 15% sostiene di non farlo per mancanza di denaro. Scuse che non reggono, dato che lo stesso Istituto Superiore di Sanità spiega essere attivi significa compiere anche semplici e piacevoli gesti quotidiani come camminare, ballare o fare giardinaggio“.

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